CASINÒ DI SAINT VINCENT: l’eterna questione del costo del personale

By | 16 novembre 2016
casino di Saint Vincent

Il Casinò di Saint Vincent ed il suo famigerato casino online aams è quasi sempre sulla bocca di politici e mass media. La sua organizzazione e la sua ristrutturazione sembrano essere un argomento che interessa e, senza dubbio, interessa i suoi dipendenti che non sanno ancora bene la fine che è loro designata. Il personale così in tensione, certamente, non lavora bene e questo va senza ombra di dubbio contro una buona gestione anche dei rapporti con la clientela che è già in forte calo, ma che se non si trova di fronte un ambiente sereno e motivato può anche decidere di “andare per un’altra strada”. Si sa che il giocatore da casinò ricerca nel “suo mondo di gioco” quell’attenzione, quella serenità e quell’atmosfera “magica” che solo in certe circostanze si può ottenere: con il nervosismo ed il mal contento generale, certamente no.

Quindi, “ci piace” entrare con curiosità nella storia di questa Casa da Gioco che desta così attenzione. Sicuramente, i tempi sono cambiati ed anche tanto per il gioco, la crisi economica non aiuta certamente ad aumentarne le risorse da dedicare “al rischio ed all’azzardo” e, quindi, il gioco ha avuto una drastica diminuzione. Ma a parte agli “accadimenti esterni”, ai quali non ci si può sottrarre, bisogna anche guardare “all’interno del Casinò” dove si possono trovare concause che hanno influito non poco ai pessimi risultati di questi ultimi anni.

Si deve forzatamente risalire al lontano 1978, per valutare la situazione attuale del Saint Vincent Resort & Casinò, dove veniva rinnovato un contratto di concessione in modo abbastanza movimentato nel quale veniva stabilito, allora, un principio relativo al costo del personale dei giochi che non poteva superare il 60% della quota a favore della gestione sui proventi lordi di gioco: intesi come il risultato dei tavoli, ma mance escluse. È una precisione doverosa questa in quanto nel Casinò di Venezia, invece, con la stessa dicitura si intendono mance incluso e per proventi netti i risultati dei tavoli.
Per essere pignoli bisogna sottolineare questo fatto poiché, in un certo modo, fu precisato il peso che avrebbe potuto sostenere il gestore per il costo del personale con lo scopo di garantirsi l’equilibrio finanziario dell’esercizio. In “quei tempi lontani” al gestore spettava il 30% circa dei proventi lordi di gioco, ragione per cui il costo del personale dei giochi francesi pesava sui costi gestionali circa per un 18% del totale degli stessi proventi.

Poste queste premesse che si spera non abbiano annoiato chi ancora ci legge, si passa ad esaminare i proventi di gioco degli ultimi esercizi, dal 2013 al 2015, quindi in tempi assolutamente attuali, i risultati dei bilanci ed il costo del personale. Non si vogliono fare dati e cifre, ma oggi non si vede come una gestione possa realizzare un equilibrio economico e finanziario se il costo del personale raggiunge una percentuale così importante come quella indicata: le difficoltà della Casa da Gioco, quindi, discende dall’eccessiva incidenza del costo del lavoro e della produzione, considerando la rilevanza numerica dei dipendenti.
Sono poche righe per far comprendere una parte delle motivazioni per le quali il Casinò di Saint Vincent, e non quindi il suo casino online legale, che tanto ha contribuito allo sviluppo turistico, si trova in una situazione assai difficoltosa. Ma si è assolutamente obbiettivi nell’affermare che non solo il costo del lavoro è il maggior imputato, si devono anche cercare altre motivazioni: ed in più si vuole anche raccomandare di non gettare alle ortiche la professionalità acquisita e si rifletta anche un po’ più a lungo sulla vera meritocrazia, strumento indispensabile per proseguire un cammino redditizio.

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